IL MITO QUINTARELLI: AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO DOC 2004

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E’ impossibile non associare un grande vino come l’Amarone al nome di Giuseppe Quintarelli. Lui, che è stato un autentico testimone della terra veronese e per questo battezzato “Il Re della Valpolicella”, dopo la sua scomparsa, continua a deliziare i palati di tutti gli appassionati di vino con le sue preziose bottiglie. Già, preziose in tutti i sensi, perché conservare in cantina un Quintarelli è come custodire un piccolo tesoro.

L’annata di cui parliamo è la 2004, sicuramente recente per un vino dalla spiccata capacità di sfidare il tempo.

Lo stile di questo Amarone è misurato, rigoroso e di grande fascino: fine negli aromi fruttati e “cioccolatosi”, un trionfo di erbe officinali mescolate a note di rabarbaro, vaniglia e spezie delicate; non manca inoltre una rinfrescante vena balsamica. In bocca è polposo , ben disteso e appagante nel finale. Grande precisione al palato dove lo slancio acido e la ricca struttura sono in perfetto equilibrio. Decisamente ricercata la complessità gusto-olfattiva.

Quintarelli è una storica azienda della Valpolicella, sicuramente la più affascinante e rinomata, con sede sul Monte Paletta in Località Cerè, facente parte del versante Est della vallata di Negrar. Le origini risalgono ad inizio secolo quando Silvio Quintarelli, coadiuvato dai fratelli, coltiva a mezzadria i vigneti in Marano di Valpolicella; solo nel 1924 l’azienda si trasferisce nell’attuale posizione, in Località Cerè. Negli anni ’50 Giuseppe Quintarelli inizia la sua esperienza e la sua attività di agricoltore/vinificatore, affiancando il padre Silvio ed aumentando la produzione vista la numerosa richiesta dei vini. Qualche anno più tardi inizia l’era dell’Amarone, ovvero del Recioto della Valpolicella non “perfettamente riuscito”, a causa di annate poco generose di zuccheri che davano quindi vini secchi in fermentazione. Si arriva così agli anni ’80, epoca del boom della cantina di Giuseppe Quintarelli, il Bepi, ormai diventato star indiscussa nel panorama enologico mondiale: si effettuano nuove scelte riguardo le varietà coltivate inserendo i Cabernet, le uve Nebbiolo e la Croatina, e si amplia nuovamente il parco vigneti. Nel mentre nasce l’Alzero, un grande vino nato per il mercato americano, forte ammiratore dei vini del Bepi. Tutti i vigneti godono di esposizione Ovest e poggiano su terreni calcareo-basaltici, le scelte agronomiche sono poco invasive e si svolgono con cura maniacale, soprattutto nella scelta e nella cernita dei grappoli. In cantina si utilizzano solamente lieviti indigeni e le tecniche di vinificazione, attualmente gestite dal nipote di Giuseppe, sono di stampo tradizionale e fedele specchio delle metodologie utilizzate dal Bepi. I vini prodotti sono i classici della Regione ovvero il Valpolicella Classico, l’Amarone della Valpolicella Classico, il Recioto della Valpolicella, l’Alzero da uve Cabernet appassite, un Bianco Veneto IGT da uve autoctone, un passito da uve bianche autoctone denominato “Bandito“, un blend di uve della Valpolicella con uve a taglio bordolese.

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