TAGGIALTO L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVE TAGGIASCHE DI ALTA QUOTA CHE SALVA IL TERRITORIO

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TAGGIALTO L’OLIO DI MONTAGNA CHE SALVA I TERRENI

Il Taggialto si produce grazie al contributo degli aderenti ai principi di Treedream.

Treedream è il movimento culturale la cui mission è il salvataggio degli ulivi d’alta quota. Gli olivi d’alta quota producono olive minuscole, in zone spesso inaccessibili ai mezzi agricoli che si usano in valle o in pianura. Per produrre una bottiglia di olio sono necessarie diverse ore e persone per raccogliere le olive sufficienti. Questi olivi che crescono in condizioni spesso estreme, in alcuni casi al limite della quota in cui ancora riescono a fruttificare, producono un olio dal gusto straordinario.

IN ALTA QUOTA L’OLIO PRENDE IL NOME DI TAGGIALTO

Ha scritto Giuseppe Vaccarini, Presidente dell’ASPI, l’Associazione della Sommellerie Professionale Italiana: “Taggialto è una parola nuova, nata per indicare quell’olio da olive taggiasche d’alta quota che non può comunemente essere chiamato taggiasco. (…) E’ così che a seguito di svariate riflessioni, dalla mente di Flavio Lenardon, l’artista “poeta dell’olio”, colui che maggiormente ha desiderato salvare quel patrimonio nascosto, nasce Taggialto, nome dotato di una intrinseca forza e di una certa nobiltà, un nome che ascoltato una volta si ricorda per sempre”.

NASCITA DI UN’IDEA

L’idea parte da lontano, dalla curiosità. Negli anni 90, appena arrivato in Liguria dal Friuli sua terra di origine Flavio Lenardon, appassionato di atletica, cominciò a correre in mezzo alle montagne, in bicicletta e a piedi. Girando in lungo e in largo si accorse che c’era un’infinità di uliveti anche al limite estremo delle montagne, dove però gli alberi di ulivo erano abbandonati. Così ha cominciato a farsi delle domande. Flavio si occupava già di enogastronomia, è sempre stato il suo lavoro, e la passione lo portò a conoscere la Liguria nelle sue parti più nascoste dell’entroterra.

L’IDEA DI UN NUOVO MARCHIO : TAGGIALTO

Flavio Lenardon decise di far produrre questi ulivi e di ricavarne un olio prodotto dall’olivicoltura d’alta quota della cultivar Taggiasca. E’ un’olivicoltura estrema: gli oliveti crescono nei terrazzi più impervi fino al limite del bosco. Flavio ebbe così l’idea di un nome nuovo per identificare quest’olio: TAGGIALTO, crasi tra le parole Taggiasco e Alto.

NASCITA DEL MOVIMENTO CULTURALE TREEDREAM

Nel 2012 Flavio Lenardon e l’amico Giuseppe Stagnitto hanno dato vita all’organizzazione Treedream, movimento culturale la cui mission è il salvataggio degli ulivi d’alta quota. Il Taggialto si produce grazie al contributo degli aderenti ai principi di Treedream. Il movimento culturale vuole la rinascita dell’olivicoltura d’alta quota. I contadini olivicoltori d’alta quota, invece di pensare a se stessi come svantaggiati dalla sorte per lavorare terre di così difficile coltivazione (tutta manuale) hanno riacquistato una coscienza di identità che si era assopita.

I contadini avevano infatti letteralmente “dimenticato” il motivo stesso per cui i loro avi avevano terrazzato le montagne in luoghi così impervi e ai limiti stessi della possibile fruttificazione: il motivo era l’inarrivabile qualità dell’olio che si poteva ottenere da piante cresciute in tali estreme condizioni di stress. Inoltre con la produzione del Taggialto si riduce il pericolo di frane perché si fa manutenzione ai terrazzamenti montani, evitando disastri ecologici e preservando un territorio magnifico.

CARATTERISTICHE DEL TAGGIALTO

Alla vista il Taggialto è giallo oro e limpido. Al naso si apre con profumi fruttati leggeri con richiami netti all’oliva e con sentori di mela bianca matura e morbida. Al palato ha buona fluidità e morbidezza, dà un’immediata sensazione dolce al primo impatto, e una lieve nota amara e piccante successiva, con sensazioni gustative vegetali di carciofo. In chiusura, infine, nelle sensazioni retro-olfattive, la mandorla e l’erba di campo.

COME GUSTARE IL TAGGIALTO

E’ ideale su insalate e verdure cotte al vapore. Sui primi piatti a base di pesce e crostacei, minestre di verdura, oppure sui classici spaghetti aglio, olio e peperoncino. E ancora su pesci di mare e d’acqua dolce bolliti, crostacei alla griglia, salmone crudo o leggermente affumicato.

Su una tartare di manzo, per rifinire il piatto.

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